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Visualizzazione post con etichetta Bioetica. Mostra tutti i post
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sabato 14 giugno 2008

La buona battaglia

Sollecitato da un blogger irrispettoso nei confronti della Chiesa e della religione cattolica, apro questa discussione. Sono pronto alla discussione, sull'argomento che si vorrà scegliere.

Prometto che non ci saranno censure, ma si gioca in casa mia perchè devo tutelare la discussione.
Verrà cancellato ogni messaggio contenente una bestemmia.
Non ne voglio leggere assolutamente. Sul mio blog sono in grado di impedirne la presenza.
Educazione e civiltà poi sono le regole principi che spero verranno rispettate.

Ripeto, non voglio certo pubblicità. Me ne frego, ho già la mia visibilità e non ho alcun interesse ad avere più accessi al blog: non ci becco una lira. Ma questo blog è stato aperto anche per poter dare un minimo di insegnamento e testimonianza alla gente.
Il dibattito che ne nascerà potrà essere utile.

Mi sembra che tutto sia nato da una discussione sull'aborto.
Bene, la buona battaglia può aver inizio.

giovedì 14 febbraio 2008

Moratoria contro l'aborto /4

Aggiornamenti in merito alla campagna per la moratoria contro l'aborto. Giro la notizia ricevuta ai lettori.

Cari amici, stiamo entrando nel pieno di una battaglia sociale resa aspra dalle manovre spudorate di poche persone."Le donne sono scene in piazza per difendere la 194" è una notizia falsa!
Alcune donne, la minoranza delle donne, sono scese in piazza,questa è la vera notizia. A Napoli il sequestro di quel povero feto perché fa tanto clamore, più di quei casi di violazione della legge italiana della Costituzione? Chi ha fatto la telefonata anonima ai Carabinieri? Non facciamoci confondere e iniziamo a rispondere attraverso la verità.
Vi preghiamo di diffondere questo comunicato ai vostri contatti.
Sul quotidiano laicista La Repubblica continua la campagna mediatica di aggressione alla moratoria sull’aborto. È in opera un quotidiano depistaggio di quell’opinione pubblica affezionata ad uno storico giornale italiano, strumento di formazione ideologica ancor prima che di informazione obiettiva, strumento di ricatto politico e di manipolazione della percezione della realtà.Ogni giorno la verità viene letteralmente insultata da La Repubblica ed è quindi il momento di affrontare il problema della ipocrisia del laicismo istituzionalizzato, l’ipocrisia di La Repubblica.
Ad esempio, e gli esempi sono abbondanti e quotidiani, nell’edizione del 14 febbraio 2008 a pagg. 12 e 13 si rivendica la dignità della donna, che si concreta nella libera scelta di sopprimere una vita umana attraverso l’aborto. In buona sostanza, su La Repubblica si difende la legge 194 usando termini come “inquisizione”, “crociate”, “caccia alle streghe”, “crudeltà ideologica”, accusando chi, come noi, ha a cuore la sorte del nascituro e della sua mamma insieme, senza escludere né l’uno né l’altra, insieme verso la vita. Indovinate chi ha potuto usare queste parole: Umberto Veronesi.

Il problema gigantesco è questo: perché la donna è trattata sul giornale La Repubblica come merce, come un prodotto, messa in vetrina come oggetto sessuale senza personalità e dignità di persona umana, priva di ogni altra qualità e quindi limitata solo al proprio corpo mercificato? Vedasi tutte le pubblicità all’interno del giornale e in particolare all’ultima pagina. Come si giustifica questa mercificazione della donna? Che dignità edifica La Repubblica per la donna? Non acquistate La Repubblica, terribile giornale che giorno dopo giorno, anno dopo anno, e per molti anni, tenta di distorcere la realtà nelle nostre menti. La donna non è un oggetto, è una persona e ha la dignità di persona in modo pieno. Quindi prima di riempire le sue pagine con le sciocchezze veronesi, la redazione di La Repubblica farebbe bene a iniziare a rispettare la donna nella sua vera e grande dignità, a partire dalle immagini pubblicitarie che ritraggono la donna come oggetto di fantasia sessuale maschile, merce da vendere, cosa di cui disporre.

Ricordiamo che La Repubblica è il secondo giornale italiano per copie quotidiane vendute appartiene al gruppo editoriale l'Espresso SpA, e che è stato fondato da Eugenio Scalfari, classe 1924, co-fondatore del Partito Radicale, dichiarato laicista e anticattolico, alcuni articoli di Scalfari hanno dato avvio a battaglie ideologico-culturali, quali i referendum sul divorzio e sull'aborto. La sua prima esperienza assoluta nel giornalismo è con Roma Fascista, mentre era studente di giurisprudenza. Dopo la fine della seconda guerra mondiale Scalfari rinnega il fascismo e aderisce al neonato partito liberale. Nel 1950 lavora presso la Banca Nazionale del Lavoro. Nel 1955 partecipa all'atto di fondazione del Partito Radicale. Nel 1963 passa al Partito Socialista Italiano con il quale è eletto nel consiglio comunale di Milano. Nel 1968 Scalfari diventa deputato della Repubblica. Fascista, liberale, radicale, socialista, e continua... eminenza della cultura e dell’informazione italiana? Probabilmente sì, ma di certo di quelle che come “banduerole cambian direzion al minim soffio de vento”. - Gruppo Editoriale EspressoAlto Adige/Corriere delle Alpi - L’Arena - Il Centro - Gazzetta dello Sport - Gazzetta di Reggio - Messaggero Veneto - La Nuova Ferrara - Nuova Gazzetta di Modena - La Nuova Sardegna - La Provincia Pavese - La Repubblica - Il Tirreno - La Tribuna di Treviso - Libertà - Il Mattino di Padova - Il Piccolo - La Nuova Venezia - L’Espresso - Il Venerdì - National Geographic - D - La Repubblica delle Donne - Le Scienze
Massimiliano Musso
In Alto i cuori
www.fratelloembrione.it

mercoledì 6 febbraio 2008

Madri con la falce


Ci ritroviamo a commentare l'ennesimo abominio contro natura.
Località Francia. Una donna decide di avere un bambino tramite FIVET. Per due mesi,però. Dopo lo abortisce.
Incredibile. Un bambino che non sarebbe mai nato,viene meccanicamente messo alla luce ed ucciso!La vita data solo per il piacere di toglierla,un'incredibile,sadica storia dei nostri tempi.
Non riesco nemmeno ad immaginare un caso analogo ad una tale scellerata irresponsabilità e ad un tal sfacciato cinismo.
"Per quale motivo io non potrei abortire?" ha detto la novella Medea dalle ovaie marcite ai medici sbigottiti(ma bene inteso,pronti a scavarle l'utero).
I giudici le hanno dato ragione.
Gli assistenti sociali(figure sopravvissute alla loro effettiva utilità) naturalmente pure.
E i medici hanno eseguito.
Poi la signora ha deciso di partorire qualcosa,e quindi ecco che,nonostante quell'aborto, si avviano le pratiche.
I giudici naturalmente le danno ragione.
Gli inutili dispensatori di pacche sulle spalle pure.
E i medici hanno eseguito.

Senza dignità i giudici,privi della principale tra le caratteristiche che dovrebbero avere: il buonsenso.
Senza dignità i consolatori d'ufficio,ormai impegnati ovunque a leggere le proverbiali riveste "Cairo editore" o il corrispettivo d'oltralpe fumando sigarette e bevendo caffè per tenersi svegli nelle tediose e solitarie giornate passate nei reparti ospedalieri dove in ogni momento la vita viene stuprata.
E senza dignità i medici,che hanno dimenticato la missione di non nuocere,diventando degli schiavi del denaro e dell'opportunità.


E ci si indigna quando la Chiesa dice che quanto meno queste leggi vanno modificate e limitate. E' evidentemente meglio così,stuprando la natura.
Quanta libertà per le madri con la falce.
La morte è femmina.

domenica 3 febbraio 2008

Rianimare i feti!

Farà scalpore: 4 università romane hanno firmato un documento che prevede l'obbligo a rianimare il feto nato vivo nel tentativo di abortirlo.
Cerchiamo di essere più chiari: se, durante l'intervento di interruzione volontaria della gravidanza, il feto nasce vivo bisogna rianimarlo "anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato", chiarisce Domenico Arduini, direttore della clinica di ostetricia e ginecologia di Tor Vergata, uno dei firmatari del documento "il neonatologo guadagna minuti preziosissimi perché non ha più il dovere di discutere con i genitori prima di decidere, come accadeva prima".
La volontà omicida della madre non ha più importanza. Neanche se il bambino dovesse presentare malattie o malformazioni. Inoltre non vi è nel documento nessun accenno alla settimane del feto.
Certo, sarà evitata ogni forma di accanimento terapeutico, ma verranno fornite al bambino le cure che gli sono dovute in quanto persona umana.

Un diretto in faccia alla follia femminista.

"E' mostruoso. - latra Elettra Daiana (ovviamente di Rifondazione Comunista) - La donna viene considerata un semplice contenitore, privo di volontà e responsabilità. La si considera un qualcosa a disposizione di una volontà superiore. Di fatto, la si annulla. Bisogna uscire dal silenzio e combattere questa volontà di potere maschile che mira a ridurre le donne in condizioni di inferiorità giuridica".

Di mostruosa c'è solo la furiosa ostinazione della signora Daiana nel volere la morte del bambino.
Il nostro parere è che dietro la ridicola accusa di considerare la donna un contenitore c'è l'intenzione di considerare il bambino un oggetto.
Il bambino sarà rianimato.
Se la madre continuerà a non volerlo potrà avvalersi dell'abbandono giuridico ovvero lasciarlo in ospedale, anche in modo del tutto anonimo.
Abbandono giuridico che è la soluzione con cui si può conquistare l'abrogazione (o quantomeno la modifica) della 194.

Femministe, comunisti e radicali promettono guerra.
Siamo pronti.

mercoledì 9 gennaio 2008

Moratoria contro l'aborto/2

Giro ai lettori la mail che mi è stata inviata da fratello embrione, il sito che sta portando avanti la richiesta di moratoria contro l'aborto.

Cari amici della Moratoria contro l'Aborto,ricevete questa newsletter in via eccezionale perché vi sono quattro importantissimi contributi da porre alla vostra attenzione. Dopo un lungo silenzio, per molti inspiegabile, arriva l'importantissima presa di posizione del presidente del Movimento per la Vita italiano Carlo Casini che ritiene che il diritto alla vita di ogni essere umano debba essere riconosciuto fin dal concepimento e che quindi la Moratoria sull'Aborto è occasione per affermare questo principio. Un'importante affermazione, autorevole e che può mettere in movimento migliaia di volontari in Italia con una fiammata di impegno che da molto tempo sembrava sopito. Un impegno concreto per dare più forza al dibattito nazionale con convegni, attività nelle scuole, pressione sulla politica, animazione nei mass media e quant'altro possa contribuire al contrasto della dinamica abortiva. In un'intervista rilasciata ad Antonio Gaspari dell'agenzia Zenit, Casini afferma: “L'iniziativa di chiedere una moratoria sull'aborto è come la caduta dal muro di Berlino”, “Ciò che sembrava impossibile di colpo è avvenuto, forse Ferrara e 'Il Foglio' possono far cadere il muro di incomprensione che ha separato fino ad ora gli 'abortisti' dagli 'antiabortisti'. Una sola è la spallata che fa crollare il muro: riconoscere che il figlio è il figlio, che l'uomo è sempre l'uomo. Tutto il resto resta discutibile”. Aspettiamo quindi di conoscere nel dettaglio eventuali proposte legislative di Carlo Casini, peraltro uomo politico di lungo corso e giurista di provata competenza. Questa notizia assume un enorme valore di gratificazione morale per noi di Fratello Embrione per il fatto che tra i primi sostenitori della nostra iniziativa, ancor prima che Giuliano Ferrara lanciasse a livello nazionale il dibattito, vi sono stati tantissimi volontari del Movimento per la Vita, numerosi Centri di Aiuto alla Vita e persino dirigenti del MpV che hanno aderito alla moratoria a titolo personale. In Alto i cuori. Per approfondire la notizia e leggere tutta l'intervista clicca qui
Il secondo contributo che poniamo alla vostra attenzione è uno splendido articolo di Antonio Socci, che ricorda a quanti l'avessero dimenticato che i numeri sparati a “zero” da chi propaganda in favore dell'aborto sono falsi. Le cifre fornite dai pro-aborto non sono vere, non furono vere quelle diffuse nel 1978 e non sono vere quelle diffuse trent'anni dopo. L'articolo si intitola emblematicamente “Con quale “balla” propagandistica si ottenne la legalizzazione dell'aborto in Italia” e fa il punto della situazione attuale anche a proposito del tossico abortivo noto con la sigla RU486. Per approfondire la notizia e leggere tutto l'articolo clicca qui
Il terzo contributo è di Riccardo Cascioli che con “Aborto, la battaglia culturale non accetta tiepidezze” mette in luce brillantemente la dovuta distinzione tra il ruolo dell'impegno politico e quello della battaglia culturale. Ove il ruolo politico impone realismo, tiepidezza e persino il compromesso, il ruolo culturale esige idealità, fuoco e assoluta affermazione dei principi e dei valori. Ora, alcune personalità della cultura dichiaratamente contro l'aborto hanno dimenticato di far cultura e hanno iniziato a porsi i problemi dei politici, ai quali così manca lo slancio ideale che gli deve essere fornito, nella strategia infinita della politica, dagli intellettuali. Per approfondire la notizia e leggere tutto l'articolo clicca qui
E infine, ma non per ultimo, il comunicato del Comitato Verità e Vita che mette chiarezza sui miti e sulle leggende che avvalorano la legge 194 come legge buona e giusta. A firma di Mario Palmaro viene messa a nudo una legge definita gravemente ingiusta, con argomentazioni degne di essere adottate tra le argomentazioni più esaustive del "lessico" pro life. Per approfondire la notizia e leggere tutto l'articolo clicca qui
Grazie e alla prossima.
In Alto i cuori
Massimiliano Musso

P.S. Pubblicato il podcast di Fratello Embrione con “L'abominevole Bonino colpisce ancora” e “Confessioni di un ateo materialista che si fa vanto dell'aborto”.www.fratelloembrione.it


Invito tutti i lettori a firmare la richiesta di moratoria contro l'aborto cliccando qui

venerdì 21 dicembre 2007

Due culle vuote

Due letti, uno accanto all'altro, nel reparto di ostetricia di un ospedale di Roma. Uno vuoto, nell'altro una ragazza legge le ultime pagine di un buon libro. Arrivano i medici che cominciano a leggere la cartella clinica di questa ragazza: vi è un rischio elevato di un aborto spontaneo.
La ragazza ne viene messa al corrente e si scusa in un buon italiano con accento portoghese per le lacrime che non riusciva a frenare.
Il giro visite va avanti.
Sul letto vuoto, solo una scritta: "IVG", il modo elegante e poco traumatico per definire l'aborto volontario.
"Interruzione volontaria della gravidanza" rende tutto più ovattato e indolore.

Silenzio. Nessuna parola dai camici bianchi, si tira avanti al prossimo paziente.

Ironia della sorte, nella stessa stanza una ragazza desidera la nascita del figlio e l'altra la morte.
Tristemente a raggiungere il suo scopo sarà solo quest'ultima.
Non voglio annoiare i lettori con lunghi discorsi di bioetica.
Io accuso lo stato che non informa le donne della possibilità di partorire e andar via senza riconoscere il figlio e senza lasciare traccia di se.
Accuso i medici e gli scienziati che sanno benissimo che la vita scatta al momento della fecondazione, ma prostituiscono i loro studi al dio denaro.
Accuso i radicali che vogliono mettere l'aborto allo stesso livello della contraccezione.

Ci avviciniamo al Natale e non posso che riflettere sulla sacralità della vita umana. Da cattolico, il 25 Dicembre metterò Gesù Bambino nel mio presepe. E la mente andrà a quella legge infame, responsabile di un olocausto dalle proporzioni impensabili, che insauguina impunemente milioni di culle.
Si alzerà una preghiera

sabato 8 dicembre 2007

Ancora sul "controllo delle nascite" in Cina



E' tornata alla ribalta la vicenda da noi trattata il 27 aprile. Gira una mail di sensibilizzazione,a proposito.
Ma com'è prevedibile,non tutte le reazioni sono unanimi. Riusciamo a doverci relazionare anche con gente che riesce a rispondere in tal maniera:



Cari i miei signori dottori credo proprio che è ora di prendere posizione per un sano controllo delle nascite promuovendo il profilattico.


La vostra è una polemica sterile contro il mondo comunista, notoriamente mangiatori di bambini, di contro la vostra casta cosa fa? Come è attiva nel contrastare questo scandalo?


Vi ringrazio per la vostra attenzione

RR


Conservo la sigla in firma. Sia perchè non conosco l'autore personalmente che per tutelarlo da una pur meritatissima gogna mediatica alla sua idiozia.


Voglio sperare che colui che ha scritto questa mail stia scherzando.
Solo un folle può ideare un "sano controllo delle nascite".

A questo siamo arrivati. Con una società composta solo di vecchi,tasso di natalità sotto zero e la gente che incita al "sano controllo delle nascite".Chi pagherà la pensione del cialtrone di cui sopra? Il profilattico,voglio sperare per lui. Sarà lui ad accompagnare i suoi passi sciancati. Mi auguro che,quando rincoglionirà e vorrà compagnia, possa raccontargli pure lunghe storie.

Questo è il concetto di comunista moderno. Finanche io,che notoriamente sono "speculare" al tizio,faccio autocritica sul passato del mio lato politico. il comunista si diletta in voto robotico e negazione dell'evidenza.
Lui non si indigna per il sangue sull'asfalto. Si augura che venga legalizzato,che venga nascosto o tollerato. Si augura addirittura che la casta medica si muova,che agisca socialmente nel controllo delle nascite.

Non si tratta di dare e conservare salute e vita. Si tratta di tutelare i vecchi (gli devono stare simpatici,visto che il governo prodi si regge sull'incresciosa longevità dei senatori a vita) a scapito dei giovani. L'antitesi della natura. Come le unioni finocchie.


La polemica della mail è sterile,secondo il tizio. Avete così chiaro quanto abbia in considerazione il valore della vita.


Lo scandalo non è certo la natalità cinese. Lo scandalo è che esistono persone che,invece di promuovere politiche sociali,difendono l'abominio.
Perfettamente razionale,come ragionamento. il tizio vede che il regime cinese non riesce a tutelare la vita della popolazione più debole e,invece di rivedere le politiche sociali,si augura la promozione di una sorta di nascita selettiva(servono uomini in cina...uomini per il lavoro,per fare i soldati e per chissà quali altri fini che preferisco non immaginare).
Ragionamento perfettamente razionale,dunque. Come gli aztechi che,vedendo il continuo sorgere del sole,arrivarono alla conclusione altamente razionale di dover sacrificare vite umane al dio Quetzacoatl perchè il sole continuasse a sorgere.


Tutto questo mi fa pensare al concetto di "libertà di parola" e come spesso diventi "anarchia di latrato",dove tutti hanno la facoltà di abbaiare la qualunque.



Ps. concepisco il profilattico esclusivamente come difesa dalle malattie veneree. Pubblicizzarlo per controllare le nascite,soprattutto in Europa fa ridere.

giovedì 29 novembre 2007

Banche di stem cells da cordone ombelicale: non lasciatevi ingannare

Ho ricevuto in questi giorni la pubblicità via mail di una banca di cellule staminali da cordone ombelicale che opera in Italia, ma con sede a Londra (strategia per aggirare le nostre leggi).
Tutto il sistema puzza di bruciato:

Innanzitutto pensiamo al fatto che le donne si trovano in un periodo della loro vita nel quale sono particolarmente vulnerabili. Alla proposta di depositare alla banca le stem cells molte di loro accetterebbero quando di fronte a loro si presenti lo spauracchio di una probabile malattia del bambino. Certe mosse assumono quasi il profilo del terrorismo psicologico.
Dovremmo invece occuparci di scienza e i dati parlano chiaro: le probabilità che un bambino durante la sua vita abbia bisogno delle cellule staminali del cordone della madre sono prossime allo zero. Per essere precisi parliamo di 1 su 20000 (ventimila) in vent'anni.
Quindi ci troviamo di fronte ad un problema etico di una certa importanza: è eticamente corretto negare la possibilità di un trapianto HLA-compatibile ad un malato solo per conservare la possibilità di un trapianto di cui non ci sarà mai bisogno durante tutta la vita? Io trovo sia assurdo.

In realtà, in questa banca di cellule staminali credo che abbia peso, più che l'attenzione agli aspetti etici della ricerca da parte dei professionisti che vi lavorano, l'enorme business che gira attorno alla banca. Questa si impegna a conservare per 20 anni le cellule staminali.
Poniamo il caso che al bambino si manifesti la malattia al 21esimo anno: non ci sarebbero più stem cells da dargli perchè non sono più nella banca e, nel frattempo, sono state negate per 20 anni ad altri pazienti. E a questo punto sarebbe necessario usare le stem cells della rete internazionale, reiterando l'ingiustizia nei confronti degli altri pazienti.
Altro caso clinico: se al paziente viene la leucemia a 12 anni e prende le cellule staminali depositate alla nascita, dopo altri 12 anni, probabilmente riavrà la leucemia.

Un'altra semplicissima considerazione: è più probabile che durante la vita si abbia bisogno di un trapianto di cellule staminali o di una trasfusione di sangue? Mi sembra ovvio che sia molto più probabile la trasfusione di sangue, ma nessuno ha mai sentito il bisogno di fare una banca del sangue dove conservare le sacche del proprio sangue.

In conclusione, credo che sia assolutamente da sconsigliare il ricorso a queste banche di stem cells.
E sarebbe bene che la comunità europea dichiari illegittime queste banche che stratificano la popolazione in malati di serie A e malati di serie B.
L'Europa non deve diventare America.

sabato 15 settembre 2007

Ruini e l'aborto




Si è parlato delle oltraggiose parole di Ruini a proposito dell'aborto.
Il vegliardo ha osato esprimere opinione in Italia!
Ha detto testualmente "non ci sono i presupposti per eliminare la legge sull'aborto,ma modificare la legge è doveroso"

Come ben sappiamo tutti,la laicità e la civiltà dello stato si misura da quanta fantasiosa sia la libertà di abortire.
In attesa di chi ci regali "la pillola del terzo anno",proviamo a prendere in considerazione l'opinione del prete.

La legge pressappoco dice così : "entro il primo trimestre si può abortire senza alcun controllo medico, entro il secondo trimestre si può abortire qualora la madre abbia disagio dalla menomazione fisica del feto accertata dal medico"

Fa pensare...Ora,a prescindere che il vecchiaccio,in quanto prete, deve solo star zitto, vediamo che conseguenze ha questa legge.
In effetti non ha alcuna base scientifica. Quale sarebbe il criterio scientifico per tale legge? Nessuno.

Il periodo embrionale non finisce alla nona settimana,ma alla quinta.
L'organogenesi è completata al secondo mese,non al terzo.
L'amniocentesi diagnostica di malattia si fa alla fine del 4° mese:il sesto mese è tardissimo.
Giusto per capire di cosa stiamo parlando:al sesto mese gli organi sono tutti formati,il feto pesa intorno ad un chilo ed è più grande di quello che ho messo in foto.
Per farvi capire lo stato di salute,considerate che chi vi scrive è nato di poco più di un chilo e senza alcun supporto medico è cresciuto serenamente per toccare i 185cm di altezza a fronte di 95 kg di peso.

Qual'è il problema allora?
Con gli sviluppi in ambito di rianimazione,l'aborto compiuto al sesto mese viene definito pre-parto e il feto è da considerarsi vitale e perfettamente salvabile.

Il che vuol dire che ci si trova con un bambino vivo,che i genitori vogliono morto,ma che è uscito vivo e i medici hanno deontologicamente il dovere di salvare. Un bel problema.

E bravo il vecchiaccio...veramente un bel problema! Mi stupisco di come non sia venuto in mente aglli illuminati atei anticlericali e sia venuto ad un vecchio prete reazionario.

E allora con una legge così problematica che fare? Forse sarebbe ora di cambiarla come suggerisce il vecchio prete...
Si potrebbe aggiornare ai progressi della medicina e mettere come primo step la quinta settimana(fine della fase di embriogenesi) e secondo step la quindicesima settimana(generosamente oltre il momento utile per fare un'amniocentesi sicura).


Questa sembra una modifica decente,fermo restando che la mia condanna all'aborto è quasi totale e questa modifica non sarebbe certo soddisfacente.
Uno stato che invece che sostenere le famiglie dal punto di vista economico e psicologico,permette,incentiva e consiglia(nei consultori) l'aborto per i motivi più pazzeschi è uno stato malato.

sabato 14 aprile 2007

Sono uomini, non scorie!

Innanzitutto vorremmo ringraziare www.ladestra.info per la maggior visibilità che ha dato al blog. Allora approfittiamone.
Dovete sapere che i feti, quando vengono abortiti, vengono avviati agli inceneritori come "rifiuti speciali". Un pò come cateteri urinari usati, pannoloni sporchi o aghi insanguinati.
Ebbene noi non ci stiamo!
Come abbiamo dimostrato nel post precedente (14 aprile 2007 E' già uomo colui che lo sarà) l'embrione è persona umana e non può essere trattato come carne macellata!
Quello che noi quindi chiediamo è che il feto abortito sia seppellito in terra consacrata. Come spetta ad ogni uomo.

Se anche tu sei d'accordo con la nostra teoria, fatti sentire tra i commenti. Portiamo insieme avanti questa battaglia!

E' già uomo colui che lo sarà. Tertulliano.


Prima di addentrarci nei problemi di bioetica è bene fare un articolo di premessa. Allora cominciamo a parlare della dignità dell'embrione umano.
L'uomo compie degli atti peculiari: atti di ragionamento, atti d'amore, atti liberi, atti che esprimono qualità estetico-artistiche, atti religiosi, atti che manifestano l'essere spirituale. E' questo quello che ci differenzia dagli animali. L'animale non è persona in quanto riesce a cogliere nelle cose solo utile/dannoso, piacere/dolore. Le altre non le percepisce.
L'uomo è persona perchè vuole addentrarsi nella verità delle cose, percepisce il bene e il male, il bello e il brutto, il giusto e l'ingiusto.
Gli stupidi radicali, nel portare avanti le loro sulfuree battaglie confondono il concetto di persona con quello di personalità.
Definizione di persona: SOSTANZA INDIVIDUALE DI NATURA RAZIONALE.
Definizione di personalità: progressiva acquisizione sul piano operativo di qualia proprie della persona, ma che non necessariamente l'accompagnano fin dall'inizio della sua esistenza.
Un essere di NATURA razionale è un essere capace potenzialmente di compiere atti razionali, NON uno che li compie attualmente.
L'uomo quindi è PERSONA anche quando non compie operazioni razionali in quanto possiede una natura che lo abilita a tali attività.
Pensiamo a chi ATTUALMENTE non compie operazioni razionali: gli embrioni, i malati terminali, ma anche i bambini, i pazienti sotto anestesia, i folli, i dormienti.
Allora vediamo perchè non si devono uccidere i dormienti (è una cosa che conviene anche a me visto che sono uso dormire almeno 6-7 ore al giorno): la persona NON è identica alle proprie azioni, ma esiste prima del compimento, le accompagna mentre si svolgono e perdura quando queste sono ultimate! quindi TUTTI gli uomini sono PERSONA, dall'embrione al vecchio morente.
Vediamo cosa ne pensano gli intellettualoidi della sinistra, ecco cosa dice Giovanni Sartori: innanzitutto questo IDIOTA (sì ho scritto idiota) fa una distinzione tra VITA e VITA UMANA. Il cretino dice che l'uomo è caratterizzato da autoconsapevolezza, quindi si parla di vita umana quando si ha "consapevolezza di se". L'embrione quindi, secondo l'imbecille, è vita, ma non vita umana. Conclude il suo articolo su un famoso giornale nazionale scrivendo: io uccido esattamente quello che uccido: abortendo uccido un embrione, non un uomo. Se mangio caviale non mangio 100 storioni.
Sartori lo smonterebbe un bambino: (1) quando questo intellettualoide dorme non ha autoconsapevolezza e quindi neanche lui, secondo la sua teoria, non sarebbe vita umana quando dorme (2) i pazzi non hanno autoconsapevolezza, li uccidiamo, caro Sartori? (3) l'embrione ha NATURA UMANA, è uomo in atto! Potrei continuare ma non sprecherò un altro secondo del mio tempo parlando di Sartori.
Più interessante la teoria di Emanuele Severino, lui parla del paradosso di Aristotele: ciò che è in potenza è in potenza anche agli opposti. Se un muro è bianco, è bianco in atto, in potenza è blu e non-blu (cioè se lo dipingo di blu diventa blu se no resta bianco).
E allora ecco cosa dice Severino:
L’embrione è in potenza un esser-già-uomo. Ma proprio perché “in potenza uomo”, l’embrione è in potenza anche un non-uomo. Pertanto è in potenza anche un esser-già-non-uomo.
Nell’embrione questi due opposti sono necessariamente uniti.
Premesso il fatto che Severino è uno dei migliori filosofi italiani, è un dato di fatto che, se si fa smontare da uno studentello di medicina, stavolta ha pestato una fece;
L'embrione è UOMO IN ATTO, UOMO ADULTO in potenza.
Correggendo quindi la teoria di Severino:
L’embrione è in potenza un esser-già-uomo (adulto). Ma proprio perché “in potenza uomo (adulto)”, l’embrione è in potenza anche un non-uomo (adulto). Pertanto è in potenza anche un esser-già-non-uomo (adulto).
Nell’embrione questi due opposti sono necessariamente uniti.
In parole povere un embrione può diventare un adulto di 90 anni e può non sopravvivere fino a 90 anni. Come me. Come Severino. Come tutti.
La conclusione è che l'embrione è vita umana, è persona e uomo in atto. Con buona pace di intellettualoidi, filosofi, radicali e ignoranti della stessa schiatta.

mercoledì 11 aprile 2007

Fà come dice la mamma! Muori


Apprendo senza alcun tipo di sorpresa dall'università di Gand(belgio) una situazione in gran parte conosciuta e tollerata (a detta dell'ansa e del principale giornale locale)nella progredita nazione belga. Eutanasia per i bambini. Bene,secondo questi studi,il 50% dei bambini gravemente malati in Belgio subiscono l'eutanasia. Il 30% di queste vittime la subiscono esclusivamente perchè la qualità della vita che si prospetterebbe loro non aggrada ai genitori. Altra cosa interessante: il 16% dei bambini sono stati uccisi senza il consenso dei genitori. Dato che stupisce? Certamente no. Come per ogni altro "progresso" della società (in)civile. Come in ogni altro atroce errore perpetuato dalla società moderna(tutto iniziò dal divorzio,seguirono aborto,fivet,eutanasia,legalizzazione delle droghe,etc) ,ci accorgiamo come il male non si ponga limiti ed esuli da una corretta legalizzazione che tenda a minimizzarlo. Il male è vorace,vuole espletarsi al suo completo. Se gli si concede uno spiraglio,presto quello diventerà la breccia che farà crollare la parete.
Così in Italia si legge per l'aborto(ufficiosamente legale fino all'ultimo secondo e forse oltre,in base ai fatti recentemente avvenuti),in Belgio per l'eutanasia. Nel voler credere al precoce sviluppo dei bambini di oggi(e belgi soprattutto),trovo difficile che siano considerati maggiorenni gli individui nella foto e che abbiano pure formulato richiesta volontaria, ponderata e reiterata di eutanasia. Ci stupisce che muoiano anche un 16% senza il consenso dei genitori,magari perchè il medico non sopporta i paralitici? No,proprio no. Mi stupisce solo che poi l'assassino pietoso e i genitori complici di questa pietà sanguinaria vengano osannati come eroi. Già,eroi eugenetici. E così,come nel secolo scorso,il male si perpetua. La cultura della morte continua ad ammaliare,camuffandosi questa volta da pietà e trovando larga diffusione nel nuovamente barbaro occidente. La diversità non viene concessa(a meno che-chiaramente-non si parli di far sposare tra loro invertiti di varia natura). Ma la luce resiste. La cultura della vita continuerà la sua battaglia.