
Franco Bigonzetti, 20 anni, studente di medicina, morì sul colpo.
Vincenzo Segneri, seppur ferito, riuscì a riparare dietro la porta blindata della sede del Fronte.
Francesco Ciavatta, 18 anni, ferito cercò di scappare lungo la scalinata, ma fu raggiunto dai rossi e finito. Il padre morì suicida per la disperazione.
Due morti.
Appena la notizia si sparse per Roma, arrivarono i militanti e la polizia. Pare che un giornalista spense la sigaretta nella pozza di sangue dicendo frasi ingiuriose contro i militanti. Scoppiarono i tafferugli.
Il capitano dei carabinieri Edoardo Sivori li sedò sparando ingiustificatamente a Stefano Recchioni, 19 anni.
Tre morti.
Le indagini andarono spaventosamente a rilento, così dopo 10 anni l'unica cosa che si scoprì era che la mitraglietta che aveva ucciso i ragazzi era stata usata in altri omicidi eccellenti delle BR.
Grazie alle testimonianze di una ex terrorista pentita, Livia Todini, si risalì ai nomi dei colpevoli.
Mario Scrocca, interrogato dai giudici, si suicidò in carcere.
Daniela Dolce riuscì a darsi latitante
Fulvio Turrini, Cesare Cavallari e Francesco de Martinis furono scarcerati per insufficienza di prove.
A trent'anni dalla strage vogliamo farne memoria.
Che si mostri verso la morte di questi ragazzi il rispetto che fu negato allora da forze dell'ordine e giornalisti e ancora oggi dalla magistratura.
1 commento:
Onore ai nostri ragazzi. Non li dimenticheremo mai.
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