
Un tempo essere cattolici nell'Irlanda del Nord era come essere musulmani in Palestina oggi.
Dall'inizio del XX° secolo venne attuata una politica di discriminazione nei confronti dei cattolici. David Trimble, protestante unionista, non esitò a definire l'Irlanda del Nord "un luogo freddo per i cattolici".
A volte si arriva ad un punto in cui sopportare ulteriormente significa umiliarsi. Così si arrivò alla divisione in due fazioni: gli unionisti, protestanti, detentori del potere politico ed economico, fedeli al Regno Unito e i repubblicani, cattolici indipendentisti.
Si formarono due eserciti: UDA (Ulster Defence Association) per gli unionisti e l'IRA (Irish Repubblican Army) per i repubblicani.
L'Irlanda del Nord cadde nella guerra civile.
Da Londra arrivarono leggi vergognose: una di queste fu il famigerato internment, la possibilità per le forze di polizia di trattenere in detenzione un sospetto a tempo praticamente indefinito, senza che vi fosse obbligo di rispettare tempi procedurali per l'apertura del processo.
Non stiamo parlando di carceri normali: gli indipendentisti venivano scaraventati negli H-block, carceri che entreranno nella storia per il trattamento disumano e per le umiliazioni fisiche che i secondini infliggevano ai detenuti.
Il 30 Gennaio 1972, a Derry, vi era una manifestazione proprio contro l'internment quando il I° Reggimento paracadutisti comandato dal colonello Wilford aprì il fuoco contro i manifestanti lasciando 13 morti al suolo, 14 i feriti.
Fu chiamata Bloody Sunday.
La violenza inglese naturalmente riversò molti giovani nelle fila dell'IRA e segnò di fatto l'inizio della militarizzazione del conflitto tra Inghilterra e Irlanda del Nord
L'Irlanda ancora piange i suoi martiri della Bloody Sunday. A noi il dovere di ricordare il giorno in cui l'Inghilterra negò all'Irlanda il diritto di autodeterminazione dei popoli tuonando dalle canne di un fucile.
Tiochfaid àr là
1 commento:
Per chi volesse approfondire:
http://www.bloodysundaytrust.org/
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