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martedì 24 giugno 2008

Quanto vale la parola di Israele?

Pochi giorni fa si era stabilita la tregua di 6 mesi in Terra Santa. L'incontro tra Israele e Hamas era moderato dall'Egitto e ambedue le forze avevano accettato di buon grado.

Ieri sera, l'esercito dei circoncisi ha fatto irruzione a Nablus in Cisgiordania uccidendo 2 studenti Palestinesi di 21 anni.
La notizia non suscita molto interesse da parte dei media. I pochi che ne parlano si affrettano a dire che, però, dopo l'arresto è stato lanciato un razzo qassam (un cilindro di 15 cm spesso privo di tritolo) in Israele. Non ci sono state vittime nè feriti, ma va ricordato per giustificare la violenza di Israele.

E' ormai da ingenui fidarsi della parola dei semiti. Nessuno di noi credeva ad una tregua duratura, ma non credevo nemmeno in un periodo così breve.

La strategia è chiara: la guerra innanzitutto è psicologica. Tutti devono temere di morire da un momento all'altro. Non deve esserci un attimo di serenità, anche quando questa viene promessa. L'obiettivo non è la conquista della Palestina, ma l'annientamento dei palestinesi.

L'occidente tollera e copre. Complice di uno sterminio che non accenna a finire.

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